LEN Champions League: obiettivo (di nuovo) Barcellona

LEN Champions League

Terminata la lunga (e discutibile) fase preliminare, sabato si comincia a fare sul serio col primo turno della fase a gironi della LEN Champions League. Praticamente una fotocopia della scorsa edizione: stessa formula, stessa città per le finali, un solo nome diverso fra i partecipanti (al posto di Oradea c’è il Szolnok, che si candida anche ad essere il nome nuovo fra le cinque che faranno compagnia ai padroni di casa (e campioni in carica) del Barceloneta. Certo, a differenza dello scorso anno il lotto delle partecipanti rappresenta meglio l’élite pallanuotistica europea, fra gli esclusi non ci sono casi eclatanti come quello della Stella Rossa, ma l’intera impalcatura della manifestazione si regge chiaramente sui compromessi e i compromessi generano storture.

Ad esempio, l’impostazione della Champions League ha in sé uno scopo promozionale, e le impone di essere, diciamo così, ecumenica. Il compromesso è cercare la mediazione fra gli interessi dei paesi più importanti e il bisogno di apparire aperti nei confronti dei paesi “nuovi”. Per accontentare i primi si genera la stortura del  sistema delle wild card, che cristallizza il 75% del tabellone principale dando accesso a squadre che probabilmente non lo meriterebbero e lasciando fuori chi invece avrebbe i titoli per esserci. La seconda necessità porta alla stortura del sistema dei turni preliminari: il paragrafo 2.3 del regolamento prevede per i primi due uno schema identico, basato su quattro gironi con qualificazione delle prime due classificate e passaggio all’Euro Cup della terza. Abbastanza sensato, ma basato sul presupposto di una base di partecipanti molto ampia; e infatti una postilla prevede che

If there are less than 12 teams, the TWPC
may change this system.

ovvero, se le iscritte al primo turno sono meno di 12 la formula può essere modificata. Di fatto la modifica avviene quasi ogni anno, visto che le squadre iscritte sono sempre meno di quelle auspicate, complici importanti defezioni (anche quest’anno sono assenti formazioni montenegrine e il Barceloneta è l’unica spagnola iscritta alle competizioni maschili). Risultato? Si parte da un primo turno in cui bisogna essere dei dopolavoristi per essere eliminati, si prosegue con un secondo turno che offre la scialuppa della qualificazione all’Euro Cup alle terze classificate e si termina con un playoff da roulette russa, chi vince passa e chi perde non ha più alternative. Va da sé che qualcuno potrebbe preferire un’uscita al secondo turno per proseguire in una manifestazione più abbordabile piuttosto che rischiare l’uscita senza appello allo spareggio.

PicornellOspitare una finale poi costa parecchio, e non certo da oggi. Il compromesso è concedere qualcosa a chi si accolla l’onere finanziario dell’organizzazione. Le storture che ne derivano sono due. Una è la qualificazione automatica della società che ospita le finali (succede anche in altre competizioni, ma di soito a fronte di un numero di partecipanti ben superiore che rende la norma meno impattante), il che riduce da tre a due i posti utili in uno dei due gironi ed è potenziale fonte di incontri falsati. La seconda è l’ampliamento a sei squadre, pensato per favorire la creazione dell’Evento. Se da un lato il Barceloneta ha ottenuto il risultato sportivo sperato aggiudicandosi il trofeo, il lodevole sforzo organizzativo compiuto dal club catalano non ha avuto il ritorno auspicato in termini di affluenza e partecipazione; le gare del giovedì si sono svolte davanti a tribune semideserte, la presenza dei tifosi delle altre squadre è stata del tutto marginale e il pubblico di casa ha risposto tiepidamente.

C’è poi l’aspetto mediatico da considerare. A fronte degli accordi annunciati dalla LEN sulla trasmissione televisiva di tutti gli incontri, la realtà appare un po’ diversa. La “trasmissione” è semplicemente l’obbligo di ripresa, che di solito (ma non sempre) corrisponde alla diffusione televisiva in diretta nel paese in cui si gioca l’incontro. Di fatto ai tifosi è più o meno garantita lacamera visione degli incontri giocati in casa. Quando si parla di trasferte la situazione cambia: nella maggior parte dei casi chi trasmette limita la visione ai suoi confini nazionali e nel paese della squadra ospite quasi nessuno acquista o fa valere i diritti di ritrasmissione dell’evento (l’unica eccezione che mi viene in mente al momento è l’Ungheria vedi aggiornamento a fondo pagina). Il risultato è che quelli teoricamente più interessati avranno a disposizione la trasmissione di partite a cui molto probabilmente assisteranno dal vivo, e nessuna chance “legale” di vedere in tv le partite giocate lontano da casa. Un esempio pratico: il 17 e 18 dicembre si giocheranno gli incontri della seconda giornata, e le due squadre italiane saranno impegnate in trasferta (il Brescia a Barcellona, la Pro Recco a Eger); ci sono ottime possibilità che nessuna delle due partite sia visibile ai telespettatori italiani (e se qualcuno mi più smentire, lo attendo a braccia aperte). Dice: ma qualche streaming? Smontiamo qualche convinzione non troppo corretta. Molte emittenti televisive distribuiscono le loro trasmissioni anche attraverso il loro sito internet, ma anche questo metodo è soggetto alla disponibilità dei relativi diritti di trasmissione. Ovvero, il fatto che un programma venga trasmesso anche via internet non significa automaticamente che questo sia visibile ovunque. Certo, spesso poi si trova qualche sistema per accedere a trasmissioni ufficialmente non visibili, ma spero sia chiaro che non si tratta di metodi legittimi (en passant, c’è stato chi è stato condannato per aver fornito link a tali siti in occasione di partite di calcio). Ecco, se la LEN vendesse alle emittenti televisive il pacchetto completo anziché richiedere la sola ripresa degli incontri avremmo meno problemi e anche la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio (che in fondo dovrebbe essere uno degli scopi principali della faccenda, no?)

Tornando alla stretta attualità, come detto in apertura sabato si parte. E si parte già zoppi: l’incontro di Belgrado fra Partizan e Galatasaray è stato rinviato in conseguenza di quanto avvenuto la settimana scorsa a Istanbul in occasione dell’incontro di Eurolega di basket fra Galatasaray e Stella Rossa con l’uccisione di un tifoso serbo. Spicca subito un match di tutto rispetto nel girone B, dove si affronteranno Szolnok e Primorje, mentre nel girone A Brescia ospiterà i greci dell’Olympiacos e la Pro Recco farà visita domenica al Radnički.  Ecco il programma:

Girone A

sabato 29 novembre
ore 15.00 Brescia, piscina Mompiano
AN Brescia – Olympiacos Piraeus
ore 20.00 Barcellona, piscina San Sebastià
CNA Barceloneta – ZF Eger
domenica 30 novembre
ore 18.00 Kragujevac, Sportski Centar Park
VK Radnički Kragujevac – Pro Recco

Girone B

sabato 29 novembre
ore 16.00 Szolnok, Tiszaligeti Arena
Szolnoki VSC – VK Primorje EB Rijeka
ore 18.00 Berlino, SSH Schoeneberg
Spandau 04 Berlin – VK Jug CO Dubrovnik

VK Partizan Beograd – Galatasaray SK Istanbul rinviata

 

Aggiornamento

Ci sono club che si sono dati da fare e hanno ottenuto un ottimo risultato sul fronte televisivo. È il caso dello Jug (che su queste cose è all’avanguardia, e prometto di tornarci su), che ha raggiunto un accordo con Arena TV per l’esclusiva dei diritti di tutti gli incontri, sia in casa che fuori, dopo che l’emittente pubblica HRT aveva proposto la copertura dei soli incontri in casa. Ma anche dell’Ungheria, che grazie ai network Sport TV e DiGi coprirà integralmente gli incontri di Eger e Szolnok. Evidentemente con la giusta volontà i risultati si ottengono. Al momento quindi la copertura televisiva della prima giornata risulta essere la seguente:

Szolnok – Primorje 29.11 h. 15.45 Sport2 (non visibile in Italia)
Brescia – Olympiacos 29.11 h. 15.00 Raisport 2
Barceloneta – Eger 29.11 h. 19.55 TV Deporte  (non visibile in Italia)/DiGi Sport 1 (non visibile in Italia)
Spandau 04 Berlino – Jug Dubrovnik 29.11 h. 18.00 Arena Sport 1 (non visibile in Italia)
Radnički – Pro Recco 30.11 h. 18.00 RTS2 (non visibile in Italia)

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