Chi di rigore ferisce…

Aicardi Erano stati i rigori a permettere alla Pro Recco di superare nella bolgia della Tasmajdan la Stella Rossa dopo aver dilapidato un vantaggio di quattro reti, sono stati i rigori a troncare i sogni di gloria biancocelesti contro, guarda caso, l’altra squadra di Belgrado. Nell’articolo di presentazione ricordavo come i serbi sappiano esaltarsi nelle condizioni avverse: Vlado e i suoi hanno dimostrato che il ruolo di underdog non fa per loro, e  hanno giocato la loro partita quasi con sfrontatezza punendo severamente ogni errore della difesa recchelina. Ecco, la difesa. Da sempre tratto distintivo e punto di forza della Pro Recco di Porzio, ieri pomeriggio è apparsa lontana parente di quella che nelle finali di campionato costringeva Brescia a percentuali imbarazzanti con l’uomo in più, lasciando varchi che a Mandić e soci nemmeno pareva vero di poter sfruttare. E l’attacco, pur avendo giocato mediamente bene, ha sulla coscienza alcuni errori imperdonabili, vedi il doppio errore sul rigore nel primo tempo e altre dabbenaggini davanti a Soro, che avrebbero consentito di capitalizzare il doppio vantaggio, raggiunto cinque volte e mai mantenuto. Una giornata storta che più storta non si può, una sconfitta il cui tonfo rimbomba fortissimo se messo a confronto con le dichiarazioni post-scudetto (che allora suonavano quasi come un ridimensionamento del titolo appena vinto, e rilette oggi fanno quasi pensare che ci fosse la consapevolezza di una strada più in salita di quanto non si fosse disposti ad  ammettere). Oggi quindi la pallanuoto italiana, che tornava a presentare più di una formazione alle finali dopo il terzetto del 2006, dovrà mestamente accontentarsi dell’inedita finale per il quinto posto, quella che nessuno vorrebbe mai giocare (chi si ricorderà mai di un quinto posto in una Final Six?). Perché il Brescia a sua volta perso la sua chance contro il Barceloneta. Il che era considerato plausibile nei pronostici, ma se i lombardi avessero messo in acqua l’intensità vista nella gara 2 di finale scudetto probabilmente l’esito sarebbe stato diverso. E invece il rendimento degli uomini di Bovo è stato discontinuo, soprattutto per alcuni nomi-chiave come Bodegas e Crousillat. E se Brescia ha dalla sua l’età media e le motivazioni, chissà che a Recco questo risultato non porti ad una piccola rivoluzione.

Foto: Ufficio Stampa Pro Recco

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