All’inferno e ritorno

Tasmajdan Ammettiamolo: quando Avramovic ha segnato il gol del +4 a meno di due secondi dal termine della gara, più di uno ha visto materializzarsi lo spettro dell’eliminazione. In particolare due giocatori, Mladjan Janovic e Maro Jokovic, che in caso di sconfitta avrebbero visto la loro stagione agonistica terminare con sette mesi di anticipo. Un’eliminazione che è stata evitata soprattutto dalle braccia di Stefano Tempesti, forse non brillantissimo durante i trentadue minuti di gioco ma eroico nel neutralizzare i rigori di Vapenski e Rasovic. Un’eliminazione che però è punizione troppo severa per la Stella Rossa, che da campione d’Europa in carica è costretta da una formula demenziale a restare a guardare la parte più importante della Champions League senza nemmeno il contentino dell’Euro Cup mentre squadre di caratura molto inferiore non hanno dovuto nemmeno fare la fatica di qualificarsi. La partita di questa sera ha avuto l’intensità tecnica, atletica ed emotiva che ci si attende da una finale, davanti ad un pubblico che da solo meriterebbe la finale ogni anno, e al di fuori della Serbia gli appassionati di pallanuoto hanno dovuto arrabattarsi alla ricerca di uno streaming funzionante o accontentarsi di qualche volenteroso live twitting visto che nè in Italia nè altrove c’è stato chi abbia ritenuto di acquistarne i diritti di trasmissione.

La Pro Recco va avanti ed evita quello che sarebbe stato un colpo durissimo ai piani e alle ambizioni della società biancoceleste. Va avanti pur senza aver dato il meglio di sé, cosa che potrebbe anche risultare incoraggiante in proiezione futura. Va avanti verso un girone doppiamente impegnativo: sia per i nuovi compagni di viaggio, che si chiamano Jug, Primorje, Eger, Olympiakos, Barceloneta, sia perché il Barceloneta è automaticamente qualificato alla Final Six che ospiterà a fine maggio indipendentemente dalla sua classifica, e quindi i posti disponibili saranno soltanto due. Servirà la vera Pro Recco in ognuna delle dieci partite che attendono Tempestini e i suoi ragazzi, servirà la squadra vista negli appuntamenti importanti della scorsa stagione. Perché essere usciti indenni dall’inferno della Tasmajdan è un’impresa che non si può gettare via, e perché la Stella Rossa merita di potersi almeno consolare pensando di essere stata eliminata da chi ha saputo arrivare in fondo. Sperando che alla LEN qualcuno abbia la decenza e l’umiltà di recitare il mea culpa e correggere le storture di una competizione dal regolamento tafazziano.

Foto: Pedja Milosavljevic

2 pensieri riguardo “All’inferno e ritorno

  1. Ciao Ale, concordo in pieno.
    In particolare sarebbe secondo me ora di identificare 2-3 soggetti giuridici che dovrebbero rispondere al quesito implicito nella frase”…nè in Italia nè altrove c’è stato chi abbia ritenuto di acquistarne i diritti di trasmissione…”.
    Parliamone: chi dovrebbe, secondo noi, acquistare i diritti? Apriamo un dibattito, secondo me molto importante, su questo.
    Un abbraccio e complimenti.

    1. Grazie Edo. Come ben sai, quando si parla di questioni televisive con me sfondi una porta aperta. Certo, sarebbe meglio se a parlarne non fossimo solo noi due…

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