Meglio tardi che mai

Delle nuove regole, modestamente, avevo parlato già il 25 luglio, pochi giorni dopo la loro approvazione da parte del Bureau FINA. All’inizio del campionato mancavano due mesi abbondanti e nessuno aveva ancora iniziato la preparazione, c’era tutto il tempo per studiare, approfondire, capire. Ma c’erano i Mondiali, poi le beghe attorno alla FIN, le ferie, le cavallette. Come nelle migliori tradizioni, si rinvia ad altra data. Nel frattempo vengono pubblicati i calendari e il regolamento tecnico (aggiornato al 23 luglio ma redatto l’8 settembre), e improvvisamente qualcuno si accorge che non si tratta di piccole cose. Addirittura Petronilli, presidente del GUG, ammette fra le righe che anche a livello arbitrale non sanno bene che pesci prendere: “prima di poter dibattere con loro (gli allenatori, ndr) sull’argomento, è indispensabile che ci sia la massima chiarezza sulle nuove regole tra noi del Gug”(1).  Oggi la FIN annuncia le contromisure: dapprima un incontro con Gianni Lonzi per sapere come comportarsi (e credo che in molti avrebbero desiderio di chiedergli spiegazioni….), poi due giorni di full immersion per dettare la linea (con tanto di partita di test fra Lazio e Florentia per l’applicazione pratica) e infine incontro chiarificatore con i tecnici di A1 maschile e femminile. Saremo, a quel punto, al 23 settembre; quattro giorni dopo inizieranno la Coppa Italia e il primo turno di Champions League, dodici giorni dopo sarà campionato: riusciranno i nostri eroi a studiare, approfondire, capire e soprattutto evitare che le prime partite si trasformino nella fiera dell’espulsione?

Nel frattempo la più stupida fra le innovazioni (?) introdotte, ovvero l’obbligo del secondo portiere, ha già fatto una sua vittima illustre: Ea Mangiante. È chiaro che fra le ragioni che hanno spinto la Pro Recco a proporgli di appendere la calottina al chiodo e diventare team manager c’è il doversi arrangiare a gestire una rosa ampia con un posto in meno a disposizione in panchina. “Questa è casa mia, non sarei mai andato a giocare in un’altra squadra” è stato il suo commento, e gli auguro di ottenere nel suo nuovo ruolo le soddisfazioni già vissute a Recco, dal titolo Juniores del 1991 in poi. Soprattutto, gli auguro di diventare un dirigente migliore di quelli che la pallanuoto mondiale si ritrova oggi.

(1) intervista rilasciata a Mario Corcione e pubblicata su Waterpolo Development World

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