Marina, ovvero la passione premiata

MarinaA Recco da tempo sono in molti ad avere il culo pesante (mi si permetta il francesismo) e trovare insopportabile l’idea di fare quattro chilometri per raggiungere la piscina di Sori. In compenso c’è chi per vedere la propria squadra del cuore stressa la famiglia fino a convincere un paziente papà a salire in macchina e percorrere duecento chilometri (e altrettanti al ritorno, ça va sans dire) in uno di quei sabati liguri in cui solo il calendario ti ricorda che è febbraio e non primavera inoltrata. Marina ha diciassette anni e una passione per la pallanuoto che alla sua età suona insolita per chi non vive in Liguria, Campania o Sicilia. Di certo si fa sentire l’influenza del fratello, che gioca in serie D a Vimercate, ma la ragazza ci mette del suo nonostante dalle sue parti non ci siano formazioni di alto livello. E il suo cuore sportivo inizia a battere per quella squadra che tutti almeno una volta hanno sentito nominare, la Pro Recco. Seguita in tv o via internet fino a quando il richiamo della piscina non diventa irresistibile. Il primo tentativo, andare a Brescia il 12 gennaio, viene vanificato da impegni familiari, prestazione e risultato rendono probabilmente più sopportabile la rinuncia. Ma chi desidera fermamente qualcosa ha sempre un piano B, che nel nostro caso significa Bogliasco: il 16 febbraio non c’è scuola, e a Sori c’è appunto Recco-Bogliasco…papà, mi ci porti, vero?

Viene così il gran giorno. Solo poche ore, ma sufficienti per respirare quell’atmosfera vissuta in precedenza solo una volta a Bergamo per Italia-Grecia. Uno splendido sole invoglia persino a togliersi le scarpe e fare due passi in riva al mare, prima di assaggiare l’immancabile focaccia e poi finalmente accomodarsi in gradinata, fare conoscenza con qualche tifoso, scattare foto da vicino ai suoi beniamini e soprattutto assistere al netto 12-2 con cui Tempesti e compagni si impongono sui malcapitati avversari. Il tutto sotto lo sguardo di papà, soddisfatto dallo spettacolo e dalla contentezza della figlia, e pronto a risalire in auto per ritornare a Vimercate e andare a sostenere il figlio impegnato nella sua partita di campionato. Per loro una gran bella giornata, per chi ogni giorno osserva il mondo della pallanuoto la conferma che il seguito c’è, e non resta che trovare i metodi giusti per trasformarlo in realtà.

Un pensiero riguardo “Marina, ovvero la passione premiata

  1. tutto vero, Ale. Il problema è che nessuno investe in informazione, parliamo di …. pallanuoto giocata, cioè a gara conclusa, ma non publicizziamo mai l’evento. In questo modo nessuno sa mai nè quando, nè dove, si gioca una partita.

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