Gentlemen, start your engines…

 

Dopo la solita estate di piatta polemica, e dopo le brutte figure della Coppa Italia, eccoci di nuovo pronti ad affrontare il campionato di A1 maschile. Che inizia domani (in realtà stasera con l’anticipo Brescia-Bogliasco) e terminerà al più tardi il 21 maggio (data che ha già suscitato le lamentele di Campagna) con la triste finale al meglio delle 3 partite. Cosa ci possiamo attendere dalla prima stagione dell’era post-Volpi? Di certo un generale riposizionamento in basso dei valori. Basta sfogliare le rose delle dodici formazioni iscritte: il campionato che ha visto esibirsi i migliori giocatori al mondo degli ultimi 25 anni rispetto allo scorso anno ha perso nomi del livello di Zlokovic, Ivovic, Giorgetti, Nossek, Nikic, Minguell, oltre ai ritiri di Angelini e Benedek. E il Camogli, più per necessità che per scelta,  schiererà la Under 20. In tutto questo le candidate al titolo sono le solite: Pro Recco (con una rosa completamente italiana ad eccezione di Madaras, non si vedeva dai tempi di Horkai), Brescia (che ritrova Goran Fiorentini), Savona (che perde nomi del calibro di Aicardi, Angelini, Fiorentini e Volarevic e prende Deserti dal Bogliasco), Acquachiara (con un saldo partenze-arrivi che la colloca sui livelli dello scorso anno). A noi inguaribili appassionati basterebbe divertirci un po’ più degli anni scorsi, ma osservando con un po’ di distacco non si può ignorare la necessità di rimboccarsi le maniche, ad ogni livello. Magari seguendo le idee che Edoardo Osti propone con encomiabile entusiasmo nel suo “laboratorio” Spreading Water Polo , oppure organizzandosi come l’ Associazione Recco Pro, di cui avremo modo di parlare. Diventando, insomma, tifosi di uno sport prima ancora che di una singola squadra. E si può fare, basta volerlo. Buon campionato, e come disse Papa Wojtyla damose da fa’.

Un pensiero riguardo “Gentlemen, start your engines…

  1. Ciao Ale, grazie innanzitutto per avermi citato. E’ vero, il riposizionamento dei valori è verso il basso. Ma c’è più competitività rispetto agli ultimi 5-6 anni, e questo gioverà molto ad un’azione che non possiamo più evitare di perseguire: il reclutamento di nuovi appassionati. La gente che non gioca ma che si entusiasma la catturi con la competizione, non necessariamente con l’altissimo livello, che non può percepire in tutte le sue sfumature. Quindi continuo il tuo intervento aggiungendo che “stiamo per assistere ad uno dei campionati più belli degli ultimi 30 anni”.

    Almeno lo spero….

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