Cambieranno tante cose, anche il nome dei nostri eroi…

Prendo a prestito un verso tratto dall’inno di una squadra di calcio per dare un’occhiata a cosa succede nella pallanuoto italiana ed europea. Dove non c’è solo il collasso della Pro Recco a determinare nuove strategie e nuove gerarchie.

In Italia gli effetti del terremoto Volpi sono soprattutto collaterali. Recco avrà comunque, almeno per la stagione entrante, una squadra in grado di difendere i suoi sette titoli consecutivi: fuori i due montenegrini e Di Costanzo, dentro Aicardi e Stefano Luongo, ancora da definire gli stranieri e qualche altro dettaglio in un roster affidato a Riccardo Tempestini che pare già fantascienza rispetto alle funeree previsioni di inizio luglio. Danni più consistenti oltre Migliaro, dove la vecchia Rari Nantes si ritrova senza il supporto che per vie dirette o traverse arrivava da Recco e si dibatte fra tentazioni di fusione per incorporazione e orgogliosa volontà di resistenza anche a costo di ripartire da poco più di zero, e nel frattempo lascia liberi i giocatori. E se il Golfo Paradiso piange, il resto della A1 non ride di certo. Pochi movimenti, più voci che firme sui contratti, nessuno che davvero si rinforza, alcuni grandi nomi che appendono la calottina (Angelini, Bencivenga, Benedek), qualche società in crisi, qualche presidente rimasto senza alibi e quer pasticciaccio brutto della nuova normativa sugli stranieri, fragile castello di carte in grado di fare danni epocali al primo soffio. Il campionato inizierà il 13 ottobre e rischia di essere un’edizione in minore; che se poi servisse da base per cambiare rotta e crescere non sarebbe nemmeno una brutta cosa, ma tendo ad essere scettico in proposito.

E in Europa? Qui sì che le cose potrebbero cambiare parecchio. Già all’inizio dell’estate c’erano stati segnali in Ungheria, con la sostanziale smobilitazione della Honved e qualche nome “nuovo” (Szolnok e Debrecen) a reclamare posizioni di vertice accogliendo i transfughi biancorossi. Poi c’è stata la vicenda Superlega con i suoi capricciosi strascichi: la LEN che deferisce Sloboda, il Primorje che per ripicca rinuncia alle coppe europee pur avendo preso Sukno, Obradovic e Vican. E su tutto, ovviamente, l’ affaire Volpi, che è la vera notizia fine-di-mondo e che fra le altre cose rimette sul mercato alcuni fra i nomi più grossi in circolazione. In questo scenario si tuffano a pesce attori che nuovi non sono, ma che non hanno confidenza con le posizioni di vertice continentali. Per prima la Crvena Zvedzda, la mitica Stella Rossa di Belgrado, determinata ad uscire dal cono d’ombra proiettato dai non molto amati cugini del Partizan: la lista della spesa finora registra gente come Prlainovic, Pijetlovic, Nikic, Radjen, Sefik, Zlokovic e Vapenski, se solo metà fosse confermata sarebbe comunque uno squadrone. E poi il paese che non ti aspetti, la Turchia: Galatasaray ed Enka vogliono un posto alla tavola dei grandi e stanno cercando di portare a Istanbul qualcuno degli esuli biancocelesti (Filipovic e Perrone) oltre a qualche altro grosso calibro (su tutti Hinic e Udovicic). Senza dimenticare che a spasso ci sono ancora Ivovic e Buric, per dirne due.

Nuovi equilibri in vista, quindi? Pare proprio di sì. Anche perché la lista delle defezioni dalle competizioni europee è lunga e pesante; la Champions League dovrà fare a meno di tre delle quattro finaliste di Oradea (dopo Recco e Primorje anche la Mladost ha rinunciato), delle formazioni montenegrine (cui la LEN ha negato la possibilità di iscriversi alla meno onerosa Euro Cup), avrà due paesi fondamentali come Italia e Croazia con una sola formazione in lizza (Brescia e Jug) e il numero delle iscritte renderà possibile uno solo turno preliminare in cui Sabadell e Marsiglia saranno gli unici nomi noti in mezzo a danesi, svedesi, georgiani e altri carneadi.  Addirittura la sorella minore Euro Cup non avrà bisogno di preliminari dal momento che le iscritte sono solo quindici, a cui si aggiungeranno le eliminate dai preliminari di CL. E la differenza dei valori in campo sembra persino più accentuata che nelle scorse stagioni, a leggere i nomi delle partecipanti i pronostici per le fasi finali delle due competizioni sembrano abbastanza scontati. Sarà di certo una stagione interlocutoria; fra un anno la pallanuoto europea potrà forse capire chi sarà diventata e dove intende andare. Forse.

EDIT: ecco il video di presentazione dei nuovi acquisti della Crvena Zvedza, con un paio di facce a noi, ahimé, ben note….

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