Londra in tv: pallanuoto splendida, ma per pochi eletti

La pallanuoto in tv è da sempre croce e delizia degli appassionati. Più croce che delizia, ad onor del vero: eventi anche di rilievo totalmente ignorati (chi ha detto World League o Champions Cup?), diritti di trasmissione pagati direttamente dalle squadre, dirette che diventano differite, differite che scompaiono (ne avevo già parlato qui), immagini degne di un DivX scadente, riprese senza senso, commento spesso non all’altezza (e voglio essere buono). Mamma Rai è da tempo vista, non senza qualche ragione, come un nemico più che un alleato, e il mantra “ci trasmettesse Sky” si legge da tempo sui siti specializzati. Poi arriva Londra 2012, la prima Olimpiade in cui i diritti televisivi principali siano in mano ad un’emittente privata e a pagamento. Scatta l’entusiasmo, talvolta ingiustificato e un po’ qualunquista, per l’occasione di vedere il nostro sport in mano a chi da tempo sa creare eventi di alto livello. In pochi sembrano rendersi conto che per vedere le Olimpiadi su Sky bisogna essere abbonati al pacchetto Sport, oppure acquistare l’apposito ticket olimpico; arriva così il giorno dell’esordio del Settebello, e per i non abbonati si prospetta il mesto ritorno all’ovile di Viale Mazzini. Ma, tanto per cambiare, c’è un problema. La Rai, come detto, dispone solo dei secondi diritti per le Olimpiadi; in parole povere, ha un numero limitato di ore e di eventi a disposizione, in alcuni impianti di gara non dispone nemmeno della postazione per i telecronisti (vedi lo smacco della cerimonia di apertura, col telecronista Franco Bragagna rimasto fuori perché c’erano solo due posti in tribuna stampa e lo staff Rai era composto da tre persone). In particolare, non dispone dei diritti per la trasmissione in diretta di alcune discipline, e una di queste è la pallanuoto maschile: fino ai quarti di finale le gare del Settebello dovranno essere trasmesse in differita, col rischio di perdersi nel mare degli eventi che si sovrappongono avendo la sola Rai2 a disposizione (coi suoi irrinunciabili quanto inopportuni telegiornali sempre fra i piedi) e non i dodici canali della tv di Murdoch. Oggi sono rimasti in molti a becco asciutto, e parecchio delusi. C’è chi, come Edoardo Osti, ha scandagliato il web a caccia di qualche streaming compiacente, chi ha improvvisato gruppi d’ascolto a casa dell’amico fortunatamente abbonato, chi ha dovuto limitarsi a smoccolare. Magari invidiando chi invece grazie al famoso abbonamento ha potuto finalmente godersi le partite in alta definizione, cosa mai successa prima in Italia, con un commento assolutamente all’altezza della situazione (palma dei migliori, senza discussioni, al collaudatissimo duo Miraglia-Tempestini) e in un colmo di megalomania potrebbe persino guardarsi le gare anche col tablet in spiaggia. C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti, diceva Henry Ford; nel caso nostro, il progresso pare ancora una chimera.

4 pensieri riguardo “Londra in tv: pallanuoto splendida, ma per pochi eletti

  1. Non è per fare la solita italiana esterofila, ma all’estero le cose non funzionano così. Per dire, Sky e BBC sono in semi partnership e chi non vuole pagare ha comunque una fruizione più che dignitosa dell’evento olimpico.

    L’Italia non ha ancora capito che la crisi dello sport è legata indissolubilmente, in un mondo che ormai vive di comunicazione, anche alla sconfitta dei media.
    É un cane che si morde la coda: anche discipline “popolari” come il calcio e i motori sono caduti in questo pozzo senza fondo, e sport meravigliosi ma “minori” come la pallanuoto affogano, letteralmente. Scusando il gioco di parole e di campo semantico.
    Sigh.

    1. Beh, a dirla tutta la BBC ha anche una completissima copertura televisiva gratuita e in alta definizione via satellite su Astra 28.2°E con ben 24 (sì, ventiquattro) canali a disposizione. Se avete un ricevitore satellitare che non sia quello di Sky, vi avanza un LNB e avete una parabola da almeno 90-100 cm (una trentina in più al centro-sud) potete provare a sintonizzarlo (io lo avrei fatto volentieri se non mi fosse impossibile raggiungere la parabola causa lavori sul tetto…..) Però la BBC è tv pubblica del paese ospitante, e quindi era un gesto in qualche modo dovuto. In Germania invece la ARD ha rinunciato ai quattro canali dedicati che aveva per Pechino 2008 e si limita a condividere le trasmissioni con la cugina ZDF. La Rai, in fondo, ha la stessa copertura che aveva nelle scorse edizioni, solo che quest’anno ha un termine di paragone che mette a nudo tutti i suoi limiti e la sua impostazione ingessata.

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