Vittime sacrificali

Elena, Simona, Aleksandra, Dora, Elisa, Federica, Elena, Joanne, Raffaella, Giulia, Roberta, Teresa, Solveig, Rita. In rigoroso ordine di calottina. Quattordici ragazze che nel giro di un anno hanno scalato l’Everest della pallanuoto europea, e una volta in cima sono state buttate giù senza nemmeno il tempo di gustarsi il panorama. E’ l’incredibile storia della Pro Recco femminile, il gruppo nato nel Rapallo Nuoto sotto l’appassionata regia di Alessandro Martini e Mario Sinatra e trasferitosi a Punta Sant’Anna al termine della stagione 2010-2011 con la prestigiosa dote della Coppa LEN e del secondo posto in campionato. Vincono la Supercoppa Europea, diventano Campionesse d’Italia e d’Europa, non raggiungono il Grande Slam solo per aver disputato le finali di Coppa Italia con una formazione dimezzata. E, quel che più conta, sono un gruppo. Un gruppo vero, che dalla sua coesione trova la forza di risolvere anche quelle giornate in cui sembra che non funzioni nulla. E non sono sole: alle loro spalle un settore giovanile di tutto rispetto, col titolo nazionale Under 17 già conquistato e la possibilità di fare altrettanto con Under 15 e Under 19, dotato dello stesso spirito di gruppo delle loro sorelle maggiori. Insomma, uno spot perfetto per la pallanuoto italiana, soprattutto per la pallanuoto rosa che da vent’anni vive schiacciata da un’ egemonia senza ricambio e fatica ancor più di quella maschile a trovare spazi al di fuori del solito ristrettissimo giro.

Da ieri sera tutto questo è diventato un gigantesco, terribile punto interrogativo. Il terremoto provocato dalle scelte di Gabriele Volpi miete le sue prime vittime ufficiali con un comunicato nel quale “con particolare rammarico e con grande dispiacere” (che suona un po’ come il Napolitano impersonato da Crozza, ma non fa per niente ridere) si annuncia la sospensione di ogni attività nel settore femminile. Il giro sulla giostra è finito, e non importa se avete acchiappato la coda, si scende. Era nell’aria da giorni, ma questo non fa che aggravare la situazione: vuol dire che fin da subito il settore femminile è stato identificato come il ramo secco, il costo da tagliare, il corpo estraneo di cui si può fare a meno. Tanto valeva che si lasciasse la squadra a Rapallo, se questa è la riconoscenza per chi ha regalato ai sempre troppo pochi spettatori una pallanuoto giocata con passione ed entusiasmo come non si vedeva da tempo in biancoceleste. Forse non avrebbero raggiunto gli stessi risultati, ma ora non starebbero precipitando in una caduta che ricorda i cartoni animati giapponesi, volo interminabile senza sapere se improvvisamente spunterà una mano salvatrice o si arriverà a toccare il fondo. Davvero qualcuno pensa che meritassero tutto questo? Io non lo credo proprio. E temo che non ci siano scuse che possano guarire questa ferita.

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Postilla: non ho nominato Riccardo Tempestini, che pure ha guidato dalla panchina la Pro Recco quest’anno. E non lo ho nominato semplicemente perché non c’era prima e non sarà coinvolto nella caduta essendo stato nominato tecnico della squadra maschile, o di quel che ne resta. A lui è stata riservata un’altra patata bollente, che gli auguro di poter cucinare a dovere.

5 pensieri riguardo “Vittime sacrificali

  1. analisi perfetta ! … per Volpi solo una scommessa …..che avrebbe vinto “anche ” con la femminile ….. fatto! … e il giocattolo si butta via ! …. non pensando che dietro a queste vittorie ci sono passione e sacrifici (tanti!) …. sudore e stanchezza dopo ogni allenamento … pianti e gioie dopo sconfitte o vittorie ….e parlo soprattutto di quelle ragazzine non pagate ma paganti …. che passano ogni santo giorno la loro adolescenza nelle piscine della liguria … questa è L’educazione allo sport … nello sport …. nel rispetto dell’avversario
    ma soprattutto il rispetto nella vita … che il sacrificio “a volte” paga …. non in denaro ma nella partecipazione alle finali nazionali e ” volte ” anche alla chiamata in nazionale giovanile (bonino,isola,criscuolo,gragnolati,zerbone) …. e questa soddisfazione signor Volpi probabilmente non la potrà mai provare ..perchè questo è il frutto di un duro lavoro di tutta una squadra (compresi allenatori dirigenti e perchè no genitori che collaborano da sempre anche prima che diventasse PRO RECCO )… che dura per 11 mesi all’anno … questa non si compra … non si può comprare …. ma solo vivere!!! comunque ringrazio il signor Volpi …. che ha permesso di vivere un sogno a queste ragazze … ma ora è il momento di svegliarsi …. e di continuare ma con un’esperienza in più ….

  2. Semplicemente grottesco, quello accaduto a Recco, speriamo in qualcosa o meglio in qualcuno che capisca la perdita di un patrimonio sportivo che è di tutta la pallanuoto italiana, e che si possa in qualche modo intervenire.

  3. Il comportamento e lo stile del Sig. Volpi lasciano senza parole,il rispetto per le
    altlete e loro tifosi nemmeno considerato.
    Forza Rapallo! Forza Camogli!

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