L’importante è esagerare…

Anche questa edizione della World League inizia in Liguria per la Nazionale. L’anno scorso fu la Sciorba, vittoria bugiarda e illusoria contro una Romania troppo brutta per essere vera, e tutti ci lasciammo ingannare da quel 10-2 per poi risvegliarci amaramente strada facendo. Stavolta è Camogli, un avversario più “classico” quale la Germania, un rinnovamento persino più radicale di quello dello scorso anno, diverse luci, alcune ombre, un po’ di esagerazioni. A partire da quella dei 1200 spettatori, riportata dal tabellino FIN e ripresa acriticamente da tutti quanti. Pare la sindrome da manifestazione di piazza, sarebbe interessante sentire la stima della Questura; non avendola, mi limito a suggerire sommessamente che 1200 persone alla Baldini non ci entrano nemmeno con sistemi da metropolitana di Tokio. La capienza dichiarata è di 860 posti a sedere (con seggiolini) e 340 persone in piedi non ci stanno proprio. Con una simile affluenza la forza pubblica dovrebbe far sgombrare l’impianto, come minimo, ma sparare cifre ad minchiam serve notoriamente a gonfiare l’evento. E non c’è bisogno alcuno di gonfiarlo, perché la serata è stata indubbiamente notevole.  Aldilà delle cifre, da tempo non si vedeva una piscina così piena per una gara che in fondo non ha nulla direttamente in palio, e la gradinata nord stipata dai bimbi delle scuole pallanuoto con le magliettine uguali e i fazzoletti colorati a disegnare bandiere era decisamente un bel vedere. L’organizzazione è stata all’altezza dell’evento (escludendo i toni enfatici e l’inglese da Alberto Sordi del solito ineffabile speaker), la partita più o meno anche. Più o meno, perché i nostri sono partiti  a testa bassa generando il rischio dell’effetto-Romania, anche grazie a tre tiri di rigore apparsi come minimo generosi, soprattutto il primo, e poi sono incappati nel solito blackout più volte manifestato anche a Roma, permettendo ai tedeschi un recupero che ci si augura non debba mai essere rimpianto in caso di ricorso alla differenza reti.

Se c’è un atleta di cui non si può fare a meno è quel lungagnone pratese con la calottina rossa numero 1. Stefano ha messo in mostra tutti i numeri del suo repertorio, non ha responsabilità evidenti sui cinque gol subiti e addirittura per sventarne uno in situazione di 2 contro 0 non ha esitato a farsi espellere pur di permettere il recupero dei compagni, concedendo a Felugo un inedito ruolo di portiere. Due parole anche per due esordienti, anche se il termine non ha lo stesso significato per entrambi. Pietro Figlioli sembrava alla duecentesima presenza, titolare fin dal primo fischio, in acqua ininterrottamente per due tempi, alla fine è risultato il giocatore di movimento col minutaggio più elevato. Anche se ha segnato solo su rigore, ha preso possesso della cabina di regia in collaborazione col solito Felugo mostrando di non essere solo nuoto e tiro come si diceva al suo arrivo in Italia. Stefano Luongo invece sarà pure uscito dalla piscina con la sacca dei palloni sulle spalle, ma in acqua ha fatto il suo, a partire da due belle marcature. Se Campagna davvero userà come metro di valutazione la voglia e le motivazioni, direi che questi due il loro posto non avranno difficoltà a difenderlo. In generale la difesa si è mossa bene, nonostante qualche amnesia del tutto evitabile, Giacoppo pare tornato sui livelli che gli competono; dove abbiamo ancora un po’ di strada da fare è in due ruoli non proprio marginali quali mancino e centroboa. Gallo non ha impressionato (e in Nazionale non gli è capitato spesso di farsi notare in positivo), Bini va lasciato crescere senza farsi prendere dall’entusiasmo, alle loro spalle si può solo sperare nel risveglio del prode Gigi Di Costanzo (non dimentichiamo che ai Mondiali siamo andati con un solo mancino). Aicardi e Deserti hanno obiettivamente combinato poco, un po’ per il numero di falli fischiati contro, un po’ per demeriti propri (tipo le due palle perse dal primo nel quarto tempo, letteralmente scivolate via dalla mano), personalmente speravo di vedere in acqua Michele Lapenna (che invece stava seduto in tuta a bordo vasca), che col fratello Federico avrebbe le potenzialità per ripetere, con le dovute differenze, la storia dei fratelli Calcaterra.  Il voto finale per questa squadra? Visto che a esagerare ci pensano gli altri, il mio è un 6.5 educativo, come dicevano certi professori di liceo: se ti do 7 ti monti la testa e non fai più nulla. C’è tanto da fare, Francia e Montenegro saranno test eloquenti, per motivi diversi, e ci daranno sperabilmente qualche indicazione in più su cosa attenderci dalla Nuova Nazionale Italiana.

Ah, ancora in tema di piscina: pensavamo, noi ingenui, che i tempi della condensa che gocciola dalla copertura fossero ricordi dei tempi dei teloni da circo o dei palloni pressostatici, e invece la tribuna centrale ha avuto la sua nuvoletta di Fantozzi per tutta la serata, con picchi in occasione degli applausi più rumorosi; il titolista della Rai con un fazzoletto steso sulla tastiera e il mouse che faceva i capricci non è stato uno spettacolo edificante, ancorché notato solo da chi gli stava alle spalle.

2 pensieri riguardo “L’importante è esagerare…

  1. Caro Ale non sono molto d’accordo con quanto hai scritto.
    In primis, abbiamo avuto l’occasione per non “sparare sulla croce rossa” , per far capire a tante società, a tanti pseudo-dirigenti cosa vuol dire la programmazione, il marketing, il darsi da fare. E se per una volta (anche se ho molti, tanti dubbi) gli spettatori da poco più di mille diventano 1200, non sarbbe meglio evitare la polemica? da oggi stai certo ogni qual volta vedrò il “tuo” Recco li conto, uno ad uno …. vedremo se la tua società fornirà cifre esatte.
    Concordo che sia esagerare se da 200 li fai diventare 400 …..
    Per il resto, pur avendo miei personalissime idee (e tali rimarranno) non entro nei meriti e demeriti.
    Concordo su Tempesti( anche un cieco lo farebbe), per il resto credo sia presto e aspettare chi non c’è, e giudicare chi c’era.
    Con stima
    Francesco

    1. Caro Grillo,
      solo una piccola puntualizzazione. La Pro Recco è “mia” solo in quanto tifoso, molto geloso della sua indipendenza critica. Ed è su questa base che scrivo i miei pensieri qui. Anzi, ti dirò di più: visto che la famosa cifra dei 1200 presenti compare pure sul comunicato stampa emesso dalla Pro Recco, anche la “mia” società rientra fra i destinatari del mio pensiero. Dopodiché ribadisco il concetto: visto che la serata è riuscita ottimamente, come raramente succede, certe cadute di stile si potrebbero tranquillamente evitare, proprio perché non si tratta di aver scritto 400 invece di 200 (riporto le tue cifre) per far finta che sia andato tutto bene quando così non è stato. Riportare correttamente i circa 1000 presenti avrebbe forse sminuito il valore dell’organizzazione? E’ una piccola critica la mia, sperabilmente costruttiva: le disquisizioni ipertecniche su schemi e tattiche le lascio a chi le sa fare davvero, io scrivo da semplice appassionato e riporto quel che colpisce il mio occhio. Spesso cose belle, talvolta qualche ditata.

      Ci si vede a bordo vasca😉

      Ale

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