La solita storia

Solo domenica mi auguravo che di quella partita del 1989 non si ripetesse il risultato. Quello in effetti non si è ripetuto, in compenso si è rivista una ampia selezione delle peggiori cose che fin dalla finale del 1984 accompagnano gli incontri fra Posillipo e Pro Recco. In questi anni si sono visti timeout fantasma, gol a tempo scaduto, reti rotte, arbitraggi contestati, polemiche di ogni genere; ieri sera in un certo senso si è toccato il fondo. La coppia arbitrale Paoletti-Taccini ha dato l’ennesima dimostrazione della sua pochezza, lasciando aperti numerosi interrogativi sull’opportunità di designarli per una partita del genere, addirittura sul “cui prodest”. Decisioni sbagliate, compensazioni come se piovesse, la precisa sensazione di non avere il controllo della partita (e va dato merito ai giocatori di non aver ecceduto in nervosismo, altrimenti avrebbe davvero potuto succedere di tutto). Certo che se un tecnico pacato e mai sopra le righe come Pino Porzio arriva a pronunciare certe frasi sugli arbitri significa che davvero le hanno fatte grosse. E il tutto a microfoni aperti, secondo una logica da reality della quale si farebbe molto volentieri a meno in un mondo nel quale si parla già troppo a sproposito. Trovo inaccettabile da sempre, e in qualsiasi ambito, il metodo del “facciamo spettacolo ad ogni costo”, ci sono cose che non creano spettacolo, ma problemi. Fermo restando che ognuno è responsabile delle sue opinioni, sarebbe bene ricordare che c’è differenza fra opinioni e frasi rubate, fra trance agonistica e reale convinzione. Mi domando quale giovamento allo spettacolo possa dare il sentire un allenatore imbufalito coi suoi giocatori o con gli arbitri, penso alla frase “…quell’imbecille di Whalan…” scappata a Claudio Mistrangelo, o al “a questo punto è meglio se ce ne andiamo” di Silipo, per terminare con gli epiteti rivolti agli arbitri da Pino Porzio. Penso che chi si occupa di produzione televisiva farebbe meglio a pensare meno a rubare le frasi vaganti e più, ad esempio, ad una corretta posizione dell’illuminazione (sì, lo so che non è la Rai che illumina le piscine, ma qualche suggerimento a chi gestisce le piscine lo si potrebbe anche dare).
Sabato si replica alla Scandone (altro ritorno a casa), con arbitri croati. Al momento mi viene da dire “per fortuna”, spero di non dover ripescare la storiella della vecchietta di Siracusa….

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