Un po’ di sana pallanuoto

Fra Pro Recco e Jug Dubrovnik non ci possono essere partite scontate, tranquille, senza patemi. La regola parla piuttosto di incontri tirati fino all’ultimo, scarti finali di una sola rete, nessuno disposto a mollare di un solo centimetro da una parte e dall’altra, e così è stato pure stasera. “L’unica partita della stagione che vale davvero la pena di vedere fra quelle giocate in casa”, si diceva stamattina sotto il sole del primo giorno di primavera, e devono averlo pensato in molti visto che la piscina era piena come forse solo in occasione della Supercoppa, con tanto di rumorosa quanto corretta rappresentanza di tifosi croati e appassionati venuti anche da parecchi chilometri di distanza. Ha vinto la squadra con la panchina più lunga, quella che ha sbagliato meno, quella che aveva la vittoria come unica opzione per raggiungere quel primo posto del girone che aiuta, pur senza troppe garanzie, ad evitare incroci pericolosi nella doppia sfida dei quarti di finale, ultimo ostacolo sulla strada per Rijeka. Lo Jug si è presentato qui senza Ivan Sukno e soprattutto senza il mancino Jokovic, ma ha macinato gioco e realizzato un parziale di 4-0 che in altri momenti sarebbe stato letale per qualsiasi avversario; purtroppo per loro, e solo per loro, in acqua stasera c’era un giovanotto ungherese che pare stia studiando da Highlander con ottimi riscontri. La gara di Tibor Benedek è stata totale, gli è mancato solo di sostituire Tempesti in porta. Reti (4), recuperi, controfughe, assist, ha cantato e portato la croce ergendosi parecchie spanne sopra ogni altro attore sulla scena. Ho la sensazione che i tre ori olimpici non gli bastino e stia facendo un serio pensiero anche a Londra 2012. Fra i nostri, detto del Sublime Mancino, meritano ottimi voti Jokic, il solito Kasas versione coppe, Felugo e Tempesti, mentre lo stesso non si può dire di Bencivenga, inconsistente in avanti e costretto dalla ragion di stato a raggiungere per primo il pallino rosso sul tabellone, e soprattutto di Udovicic, apparso precipitoso e un poco confusionario tanto da beccarsi un sonoro cazziatone da Calcaterra sull’inutile fallo commesso in attacco che serviva allo Jug su un piatto d’argento la palla del possibile pareggio a quaranta secondi dalla fine. Partita molto combattuta ma sostanzialmente corretta, a parte qualche spigolosità di troppo, fra due avversari che si temono e si rispettano senza mai sentirsi battuti in partenza. Peccato che un incontro del genere vada in onda ai limiti della clandestinità su Sportitalia (e non posso che complimentarmi con la notevole coppia Miraglia-Tempestini), mentre mamma Rai ci propina tristi incontri di campionato che farebbero passare l’entusiasmo anche al più incallito pallanuotomane….

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