Buona la prima?

Buona la prima? Chissà… Di certo il risultato di ieri sera ha stupito molti fra i presenti, poco inclini ad aperture di credito dopo le ultime tristi prestazioni viste ad Albaro. Sandro Campagna pare aver trovato un sentiero e vi si è inoltrato, sperando che diventi una strada sicura. La Nazionale vista ieri sera ha mostrato, fra comprensibili incertezze via via scemate durante l’incontro, entusiasmo e voglia di fare, doti che sotto la gestione Malara sembravano dimenticate negli spogliatoi. Certo, la Romania non è apparsa avversario insormontabile, pare anzi aver preso la gara come un gesto di cortesia: si apre, si chiude, e nel mezzo si lascia la scena agli altri. La prestazione al tiro dei suoi attaccanti ha segnato momenti imbarazzanti, e quando la palla ha trovato la direzione giusta si è infranta contro un Tempesti che i gradi di capitano sembrano aver caricato a mille. Con un pizzico di lecito campanilismo non posso che essere soddisfatto della prestazione della pattuglia biancoceleste, a partire dall’esordiente Niccolò Figari che tutto sembrava meno che un ’88 alla sua prima presenza in azzurro, e poi Ea che a più di uno spettatore ha fatto pensare che gli anni al fianco del Sindaco non sono andati certamente sprecati. Se poi Gigi ci ripete in Campionato e in Eurolega le due reti segnate ieri saremo molto contenti. Sono un po’ meno contento del pubblico, e non per voler trovare a tutti i costi il pelo nell’uovo. L’organizzazione non è stata proprio impeccabile, e il discorso parte da lontano; questa partita si doveva giocare a Sori, ma i costi a carico della società ospitante avrebbero scoraggiato società ben più ricche dei granata, e l’idea che la Federazione debba chiedere ad una società di ospitare a sue spese giocatori e arbitri per tre giorni pare come minimo bizzarra nel desolante panorama della pallanuoto italiana. La comunicazione, come al solito, latita, quasi che un incontro internazionale sia un ritrovo per pochi iniziati da non far sapere troppo in giro: se dal conteggio dei presenti in tribuna togliamo gli addetti ai lavori a vario titolo (giocatori, tecnici, dirigenti, alti papaveri compreso nientemeno che il Senatore) rimangono ben pochi appassionati, sempre le stesse facce, ormai ci conosciamo tutti. Chi è venuto si è di certo divertito, chi è rimasto a casa ha perso una buona occasione, nonostante il freddo (non climaticamente) ambiente di una Sciorba carente sia in illuminazione che in diffusione sonora, per tacere del tabellone. Ultimamente non capita spesso di uscire soddisfatti e sorpresi da una piscina, magari capitasse più spesso. Che poi ci volesse l’occasione di una manifestazione inutile, mal congegnata e snobbata come la World League è un pochetto comico, ma ci sta pure questo.

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