Chi ce lo fa fare?

Certe volte ci domandiamo chi ce lo faccia fare. Ieri sera ce lo siamo chiesto in tanti, incerti sul prenderla in ridere o mollare tutto, nell’ assistere alla perfetta rappresentazione del pietoso stato della pallanuoto italiana. Ora, che il Nervi non sia lo Jug credo non valga nemmeno la pena di ricordarlo, ma i pensieri del prepartita non possono non comprendere quella folle sconfitta casalinga di qualche anno fa; insomma, uno si attende un incontro con un minimo di combattività, magari un paio di tempi in equilibrio. Arrivi in piscina, quella austera vasca di Albaro nella quale hai visto di tutto, dalla bolgia infernale della Coppa dei Campioni all’ umiliante rete da porta a porta che Gabriel Rossi incassò dal suo dirimpettaio Ambrus, dalle spettacolari giocate di Galli e Baldineti e D’ Altrui alle faticose imprese di Mshvenieradze e Gyongyosy…arrivi e trovi un pubblico che sarebbe stato largo sotto il pallone di Punta Sant’Anna, ripensi a quando sui gradoni da sesto grado superiore si stipavano 2-3000 persone e all’ attuale omologazione per soli 600 spettatori, guardi il nuovo tabellone con dei punti stile alfabeto Braille al posto delle formazioni, avverti una generale sensazione di distrazione, e ti viene un presentimento. Da lì in avanti ti accorgerai che quel presentimento era una botta di ottimismo senza precedenti.

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, recitava Rutger Hauer in Blade Runner; mai frase sarebbe più adeguata a descrivere la serata. Non è la prima volta che vedi la Pro Recco vincere con punteggi umilianti, ma qui non è solo questione di punteggio. Se lo spettacolo tecnico è imbarazzante, l’ organizzazione raggiunge il patetico. Il sistema dei 30 secondi dà forfait da subito, il time-out risulta non pervenuto, il tabellone gioca una sua personalissima partita fatta di blocchi, riavvii e reti perse per strada. Quando al terzo tempo si passa al cronometraggio manuale sono molti quelli che alzano gli occhi al cielo o scuotono il capo. Anni fa a Recco, quando i Bagni Lido si chiamavano ancora Enotrio, si organizzava un torneo estivo dai toni spensierati e volutamente poco seri; ecco, rispetto a ciò che si vede stasera quello sembrava Wimbledon. Che serietà può avere un campionato in cui ad ogni giornata ci sono società multate per mancato rispetto dei requisiti tecnico-organizzativi? Cosa può pensarne il telespettatore che si imbatte in un incontro del genere? Per tacere dell’ invadenza di uno speaker che addirittura si lancia nel conto alla rovescia per supplire al tabellone vacante, degli arbitri che non si capiscono nemmeno fra di loro. La perla finale è la giuria di gara che discute su quale sia effettivamente il risultato finale, dato che i capricci dell’ elettronica ci regalano pure una rete fantasma. 20 a 3 o 21 a 3, cambia qualcosa? Preghiamo che la sorte del Nervi quest’ anno non debba in qualche modo essere legata alla differenza reti.

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