Scene da un compleanno

Il solito implacabile treno delle 19.20 è pieno come al solito, ma stranamente silenzioso. Silenzioso fino a quando la carrozza intera non si gira a cercare chi sia quel demente che come suoneria del cellulare ha Back In Black ad un volume assurdo….ehm…sì, ho dimenticato di cambiare il profilo….rispondo con fare fantozziano:

“Pronto?”
“Ciao…..passi?”
“Uhm…sì, arrivo”
“A dopo”

Tipica telefonata lampo di mia madre…bene, stasera si fa il giro largo per tornare a casa. Lotto ferocemente contro il solito abbiocco quando il telefono squilla di nuovo (no, niente Ac/dc, stavolta vibra soltanto)

“Servizio avvistamento fratelli. Dove sei?”
“Mulinetti”
“Mèscite” (in genovese “sbrigati”)
“E belin, mica lo guido io il treno….”
“Ti aspettiamo”

Mia sorella. A questo punto, conoscendo i miei polli, è chiaro che c’è qualcosa sotto. Sotto casa, per la precisione, visto che li trovo tutti e quattro davanti al portone. Tipiche facce da “Glielo dici tu?” “No, tu”.
“Oh, finalmente”
“Buonasera…come siete ansiosi stasera…il treno era pure stranamente in orario..”
Breve scambio di convenevoli, infine mia madre estrae una busta celeste e assume aria di circostanza.

“Allora….abbiamo deciso che…. (si rivolge a mia sorella) ma ce li abbiamo messi dentro?”
“E guardaci, no?”
“Ah, sì, tutto a posto…”
“Sei sempre la solita…”
“Ma parli?? Dicevo, abbiamo deciso che… (pausa teatrale) …dunque, questo è il tuo biglietto di auguri”

e mi passa la busta. A fine settembre le otto di sera non sono proprio il massimo della luminosità…cerco di stare al gioco, estraggo il cellulare e accendo il flash per leggere (commento di mia madre “ma quell’affare lì fa anche le telefonate almeno?”). Il riferimento ai funghi non poteva mancare, come al solito (è una vecchia storia che mi segue da quando sono nato…) Apro, dentro c’è un biglietto con Lupo Alberto che contiene delle banconote….

“Dunque, quest’anno funziona così. Tu domani vai a comprarti il tuo regalo di compleanno, visto che di quella roba lì (un lettore divx) non ci capiamo nulla. Dopodiché lo fai impacchettare e lo porti domenica a pranzo come se non sapessi nulla. Chiaro?”

Pensavo che la festa a sorpresa dello scorso anno fosse l’apice del delirio familiare, ma sottovalutavo lo spirito di casa mia. Ci sarà da ridere…..

Sabato 27 settembre

Il lettore divx è un acquisto che meditavo da qualche giorno, complice l’aumento di materiale in tale formato che transita da casa mia e la mia idiosincrasia per l’utilizzo del pc come televisore. Evidentemente qualcuno ha fatto la spia….fatto sta che mi ritrovo a disposizione un budget ben superiore a quello che avevo preventivato. Andiamo a scegliere allora….

Prima tappa. Unieuro. Assortimento pari ai magazzini GUM di Mosca sotto Andropov, entrata e uscita in 2 minuti e 18 secondi. Autobus, metropolitana e poi ancora autobus, proviamo Saturn. Poca gente, situazione ideale. Il piano è curiosare qui, prendere appunti, proseguire verso Mediaworld (dove volendo si può anche mangiare), confrontare e decidere. Prendo nota di tre o quattro modelli e relativi prezzi, esco e mi dirigo alla fermata del bus in direzione Fiumara mentre il mio solito mal di testa informa di volermi tenere compagnia, e insiste anche quando gli faccio presente che non sarebbe proprio il caso.

La prima cosa che noto è un anomalo dispiegamento di forze dell’ordine e qualche nastro bianco/rosso di troppo…faccio mente locale e trovo la soluzione poco prima che un boato faccia tremare tutti i vetri del quartiere. Trattasi della demolizione a mezzo dinamite dell’ultima campata di un vecchio ponte ferroviario costruito nel ventennio e mai entrato in servizio, prevista già per la scorsa domenica e misteriosamente rinviata. Peccato solo che la parte chiusa al pubblico comprenda pure la zona in cui contavo di pranzare….fa nulla, mi addentro nei corridoi fino a raggiungere l’ingresso di Mediaworld. Saturn aveva più scelta, indubbiamente, ma qui c’è un articolo che per prezzo e caratteristiche attira la mia attenzione. Rapido calcolo, prendo la scatola e mi dirigo felice verso le casse. Anzi, per festeggiare faccio un salto in centro e mi concedo un sontuoso kebab al solito posto di Via S. Vincenzo.

Arrivo a casa. Da un lato la soddisfazione per l’acquisto, dall’altra  un fabbro austriaco mi martella la fronte. Doppia dose di Nurofen e una mezz’oretta di divano potrebbero servire a qualcosa. In effetti lo fanno, il fabbro mi concede un po’ di tregua e comincio a pensare a come impacchettare il regalo. E sì, se si sta al gioco si gioca fino in fondo (telefonata di mia sorella “Allora, hai comprato il regalo per mio fratello?”); la (poco) gentile commessa di Mediaworld alla mia richiesta ha risposto “No, pacchi non ne facciamo”, mai parole furono più ironicamente profetiche. Apro la confezione per soddisfare la mia fanciullesca curiosità, e scopro che l’apparecchio presenta un’ammaccatura nel pannello posteriore simile ad una martellata. Tristismo. Sindrome di Fantozzi. Ecco, lo sapevo io. Uffa. Ma come cazzo lavorano questi. La serie di improperi va avanti per una buona decina di minuti. Ormai è tardi per tornare, mi sa che domani la solenne dormita che già mi pregustavo sarà sostituita da una trentina di chilometri in auto…..

Domenica 28 settembre

Sveglia. Colazione a letto. Cellulare che trilla in continuazione. Meglio muoversi, altrimenti al ritorno il serpentone dei gitanti domenicali tenterà di stritolarmi lungo la A12. Il negozio è decisamente poco affollato, il che non è poi strano alle 10 e mezza della domenica mattina. Al reparto trovo un commesso libero, gli espongo il problema, non batte ciglio e va a prendere un’altra scatola. Apre, dà un’occhiata, tutto a posto, procedura di sostituzione, vado alla cassa a sostituire lo scontrino, salgo in auto e torno a casa. Anche questa è fatta.

Ho giusto il tempo di preparare un pacchetto assolutamente casual e scendere dai miei per il pranzo (proseguendo il gioco, appena metto piede in casa allungo il pacchetto a mia madre dicendo “tieni, questo è il regalo per mio fratello, nascondilo prima che lo veda”). Tutti a tavola, puntuali come un orologio svizzero.
Arriva il dolce, e anche il pacchetto. Sfascio come se non avessi idea di cosa contenga, apro la scatola e non credo ai miei occhi. La stessa identica ammaccatura di quello di ieri, solo un po’ più marcata. Se già mi aveva dato fastidio ieri, da solo, scoprirlo ora davanti ad altre cinque persone mi manda letteralmente in bestia, e anche se cerco di trattenermi se ne accorgono tutti. Mangio la torta senza nemmeno gustarmela, attendo con rabbia il caffé per salire in auto e tornare al negozio armato di mazza ferrata, penso che potrei presentarmi direttamente all’assistenza clienti e pretendere di parlare con un responsabile, o fargli aprire tutte le scatole impilate sul bancale. E invece….

Invece arrivo a destinazione e mi ricordo di quando a Barcellona una pacata forma inglese (“I’m afraid this solution will not be accepted”) ottenne molto di più e molto più in fretta di qualsiasi pugno sul bancone. In reparto è cambiato il turno, spiego al commesso la situazione, mi guarda con l’aria un po’ stranita, poi noto su un ripiano lì vicino la scatola che ho restituito stamattina e gliela indico. Apriamo la confezione, gli mostro le condizioni del lettore, e il suo commento è “minchia, quando mi capita a tiro il rappresentante me lo mangio!”. E poi fa quel che solo mezz’ora prima pensavo di pretendere: disfa la pila di scatole, le apre e le controlla, poi ne prende una e ne verifica anche il funzionamento. Pare che stavolta sia quella buona….si torna a casa, un po’ più rilassato di quando sono arrivato.
Finita qui? Beh, certo che no. Per carità, nessuna brutta sorpresa, solo il lavoraccio di sistemazione del chilometro di cavi intrecciati dietro al mobile tv sotto lo sguardo perplesso di chi non capisce, e in fondo non ha mai capito né questa né varie altre cose……sono le 22 quando anche l’ultimo cacciavite è stato finalmente riposto e posso finalmente sedermi…. Buon compleanno Ale, di così movimentati non ne vedevi da parecchio…..

Un pensiero riguardo “Scene da un compleanno

Vuoi dire la tua?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...